L’UOMO AL CENTRO

L’uomo non è dominatore e consumatore di spazio ma organizzatore di risorse e produttore di significato attraverso la razionalità e l’ispirazione.
Porre l’uomo al centro vuol dire progettare rispettando i criteri di funzionalità, efficienza e convenienza economica (investment return) ma operando con una visione più ampia che si fa carico delle relazioni complesse del progetto con l’intorno. Questa attitudine trae forza da valori etici profondi, quali la coscienza ecologica, la consapevolezza ambientale, il senso del vivere in comunità, nonché dall’idea incrollabile che fare architettura significa trasformare il mondo per lasciarlo migliore di come fosse prima del progetto.

REINVENTARE L’ESISTENTE

Buona parte del nostro pianeta è già fortemente costruito e stratificato. Il territorio è consumato da costruzioni spesso in cattivo stato di conservazione, che hanno perso la razionalità economica per la quale sono state costruite (capannoni , immobili industriali, residenze popolari). Altre parti del territorio sono costituite da spazi urbanizzati “deboli” come ad esempio gli spazi antropizzati montani, abbandonati per mancanza di prospettive economiche.
Crediamo che sia non solo possibile ma necessario operare nel tessuto esistente con un atteggiamento rispettoso ma non rinunciatario, scegliendo pragmaticamente tra le esigenze di tutela e quelle della modificazione, a seconda dei casi concreti e della specificità dei luoghi. Le tracce del passato sono una risorsa e non una limitazione del progetto . La capacità di dare un futuro alle architetture e agli spazi antropizzati del passato, tutelando e dando dignità alle sue tracce, reinventandone l’uso in termini di efficienza e razionalità economica, è una costante del nostro metodo di lavoro.

CONIUGARE TECNICA ED EMOZIONE

Ogni nostro progetto, dal singolo edificio al masterplan fino al più piccolo dettaglio realizzativo, è ispirato dalla convinzione che l’architettura debba al contempo ispirare emozione ed offrire risposte funzionali a problemi reali.
Il nostro metodo di lavoro è caratterizzato da una continua ricerca di nuovi componenti, di nuovi modi di usare i materiali e di nuovi dettagli espressivi e realizzativi. L’obiettivo è la creazione di luoghi ed edifici capaci di emozionare, ispirare le persone e migliorare le comunità, luoghi in cui vivere e lavorare in modo efficiente ed in un ambiente confortevole e rispettoso dell’ambiente. I risultati sono funzionali, economici ed eleganti.
Proprietà tecnica, visione d’assieme e capacità di emozionare sono caratteristiche irrinunciabili del nostro lavoro.

MULTIDISCIPLINARIETA’. ARCHITETTURA COME SINTESI

Più che su una specializzazione settoriale, lo studio ha sempre puntato sulla consapevolezza che la migliore soluzione di un problema progettuale spesso si basi su idee e riferimenti che provengono da altri ambiti e attingono da altre scienze. Ciò ha permesso allo studio di operare in una vasta gamma di settori, che vanno dall’urbanistica al terziario e residenziale, dalle architetture temporanee all’industrial design. Il valore aggiunto di un progetto di architettura è proprio nella sua capacità di operare una sintesi tra le esigenze della committenza, il programma d’uso e la specificità delle varie soluzioni di dettaglio offerte dai tecnici specialisti. Progettare significa offrire un significato d’assieme che va oltre la somma delle risposte ai singoli problemi. Funzionalità ed emozione, valori simbolici e valore d’uso da un lato, la costruzione, la durata ed i costi dall’altro sono elementi studiati individualmente e poi connessi e resi coerenti nel progetto di architettura.

LE PERIFERIE. LA RINASCITA DELLE CITTA’

Le città del futuro sono le periferie. Ciò è vero sia per le città del vecchio continente, dove i nuclei delle città storiche sono parte di un tessuto urbanizzato diffuso, costellato da poli di attrazione e connesso da reti, sia per le grandi megalopoli del nuovo mondo, dove il richiamo della città ha richiamato oltre la metà della popolazione mondiale.
L’impatto energetico ed ambientale che le città hanno sul consumo globale del pianeta, ma anche la qualità dei luoghi dell’abitare, l’efficienza dei trasporti e la dotazione di servizi collettivi sono solo alcuni dei problemi connessi a questo grande tema.
Le periferie non possono limitarsi ad essere luoghi monofunzionali dell’abitare ma devono tornare ad essere città: il luogo in cui le funzioni di lavorare e scambiarsi merci ed informazioni definiscono l’ambiente ideale in cui l’essere umano può crescere e realizzarsi. Su questo tema si gioca la sfida dell’architettura per il nuovo millennio.

SOSTENIBILITA’. NON UNA MODA

Dire che un progetto moderno debba essere sostenibile è dire una ovvietà. Abbiamo un approccio alla sostenibilità fatto di sostanza e non di moda.
Quasi sempre nei progetti contemporanei la sostenibilità si declina con l’utilizzo di elementi tecnologici che enfatizzano una sorta di “estetica della sostenibilità”. Spesso la sostenibilità energetica diventa una comoda scappatoia per mascherare una sostanziale mediocrità ed un nuovo conformismo progettuale.
Sostenibilità è per noi un concetto più ampio che non si limita alle valutazioni energetiche e che implica il corretto uso delle risorse, semplicità e razionalità delle soluzioni adottate e l’uso di tecnologie appropriate al contesto. Questo approccio si estende agli aspetti economici, ambientali e sociali in una visione più vasta, legata alla qualità della vita.
La nuova consapevolezza ambientale non può limitarsi alla componente tecnologica dell’architettura ma deve tradursi in una ricerca che si estende alla tipologia, alla forma degli edifici e alla qualità della vita quotidiana degli utilizzatori.