COMMITTENTE

Arcidiocesi di Bari-Bitonto

Luogo

Noicattaro (Bari)

Strutture

Alfonso Chiaia

Superficie coperta

1170 mq

Stato

Realizzato

Anno

2001

Chiesa Santa Maria del Soccorso

Noicattaro è un centro rurale della campagna Barese noto per le floride colture di uva. La tradizione agricola del luogo è stata infatti uno dei riferimenti ispiratori del progetto. Le masserie pugliesi sono il nucleo base della vita delle campagne pugliesi e sono un elemento fortemente riconoscibile e radicato nella memoria collettiva. Dal punto di vista tipologico la masseria è composta da diversi elementi: una torre, spesso una chiesa, delle abitazioni, una stalla, dei cortili interni piantumati a frutteto, orti, un muro che li racchiude. Da questa suggestione deriva la necessità di definire la chiesa non più come un’aula liturgica isolata, ma come un organismo del quale fanno parte anche i locali per la catechesi e la ricreazione, la canonica, gli spazi aperti e naturali. Il luogo di identificazione della comunità ricupera la qualità ed il sapore degli spazi che appartengono alla tradizione ed alla memoria collettiva del luogo. Come in una masseria non vi sono corpi edilizi indipendenti, così nel nuovo centro parrocchiale la chiesa non è un oggetto autonomo, un monumento, essa è piuttosto il cuore di un organismo composto da spazi in cui si prega, ci si incontra, si gioca. La copertura della Chiesa ha come riferimento le volte in pietra a secco dei trulli e delle costruzioni rurali pugliesi. Il materiale della copertura é antico (pietra calcarea ) ma é riutilizzato in maniera moderna . Si tratta infatti di un sottile strato di calcare spesso 6mm, incollato su un supporto di resina epossidica. In questo modo il tetto é composto da scandole di 80×40 cm molto leggere ed insensibili alle fessurazioni, posate su di una struttura in legno lamellare. La copertura ogivale dell’aula liturgica é scomposta in due gusci ottenuti splittando il guscio originario in due parti. Nello spazio tra i due gusci, da una parte c’è l’ingresso e dall’alto lato viene catturata la luce, da sempre parte integrante dell’architettura romanica pugliese. Il movimento che ha origine dallo splittaggio della cupola prosegue, disegnando la pianta dell’intero Centro parrocchiale definendo l’alternanza degli spazi chiusi e aperti.